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Le Bermuda sono un insieme d’isole sperdute nella parte settentrionale dell’oceano Atlantico, poste alla stessa latitudine della South Carolina. Complessivamente è un arcipelago di circa 300 isole, per la maggior parte inabitate e con una superficie totale di circa 60 chilometri quadrati. Dal punto di vista politico non è uno stato a sé, ma una colonia appartenente alla Gran Bretagna, pur avendo una certa autonomia amministrativa, con capitale Hamilton. Il nome di questo territorio rievoca nella memoria i fatti misteriosi di strane scomparizioni; certamente farcite da costruzioni fantasiose. Nel cosiddetto “triangolo delle Bermuda” sparirono alcuni veicoli aerei e delle navi. Furono ipotizzate teorie non propriamente scientifiche, come quella riguardante la presenza di soggetti extraterrestri. Più realisticamente, invece, è stata supposta la presenza d’incisive correnti marine, che hanno trasportato i relitti a chilometri di distanza. Dal punto di vista territoriale non riserva grandi alternanze, poiché buona parte delle isole presenta una conformazione vulcanica, con altitudini modeste che si fermano ben sotto i 100 metri. Il vero valore aggiunto di questi spazi è la formazione di coralli. La stretta vicinanza delle isole forma delle piccole lingue marittime, che s’insinuo nano nelle coste frastagliate. Gli abitanti delle Bermuda devono fare i conti con la penuria d’acqua dolce, cui rimediano raccogliendo quella piovana. L’angustità delle terre emerse, con pochissime isole abitabili, rende la popolazione locale attorno alle 66.000 persone. Dipendendo dalla Gran Bretagna, la religione prevalente è quella anglicana. Gli autoctoni, perlopiù, sono di razza nera. Politicamente, le Bermuda hanno una relativa autonomia, allorché c’è un governatore che è nominato da Londra, con funzioni esecutive. A questo si affianca un organo legislativo, formato da un Senato e un’Assemblea; ambedue composte di pochi rappresentanti. |
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