La ristrettezza del territorio rende più semplice una visita accurata al paesaggio delle Bermuda. Le città sono piccole e con una presenza umana non paragonabile con le città europee. Girando per le varie isole, ciò che rimane un motivo costante sono le frequenti immersioni, alla ricerca degli innumerevoli relitti che gli scontri bellici hanno lasciato sul fondo, ma anche delle barriere coralline.
Ta le varie attività sportive che si possono fare, non manca lo sci nautico e la pesca, attirati dalla purezza delle acque e le suggestive spiagge rosa. La posizione geografica, ben lontana dal caldo tropicale ma mitigata dalle correnti marine tiepide, crea un contrasto unico tra la spiaggia e l’immediato entroterra, ricoperto da erba prativa verdissima.
Tra le località da visitare c’è, prima di tutto, la capitale Hamilton. A una densità di popolazione non proprio entusiasmante, che non raggiunge le 1000 persone, contrasta il numero di attrattive che si possono visitare. A partire dal Museo nazionale, con alcune opere pittoriche. Il luogo di culto di riferimento è sicuramente la Cattedrale, con riferimenti stilistici relativi al neo-gotico. Vista l’importanza fondamentale del luogo da un punto di vista strategico, nel punto più alto spiccano ancora dei forti militari.
Subito dopo la capitale, si consiglia una capatina a St. George. Ex capitale dell’agglomerato bermudiano, è la città più antica; per questo conserva ancora gli edifici originari di quando gli inglesi la occuparono. Un breve itinerario nella città può partire dall’importante Kings Square, sulla quale si affaccia l’Old State House, l’antico palazzo istituzionale. L’Old Rectory invece è un luogo di culto protestante, tra i primi costruiti nelle Bermuda.
Di stampo decisamente naturalistico è South Short Park. È una preziosissima riserva acquatica, nel quale sono inserite importantissime realtà costiere, come le tipiche sabbie d’origine corallina. Esteso circa 2.500 metri, le varie insenature sono collegate tra loro da un lungo sentiero panoramico.


