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Voglio andare ad Haiti! Quante volte avrete pronunciato questa frase, a conclusione di una giornata stressante, magari anche invernale e senza prospettive di vacanze nell’immediato. Nell’immaginario collettivo, a ragione, Haiti è considerata la meta turistica per eccellenza, nel paradiso in terra dei Caraibi. Il territorio si trova nell’isola Hispaniola, occupandone la parte più occidentale. La zona maggiormente estesa appartiene all’isola appena citata; ci sono altre isolette a largo e quella de la Gonâve, inserita nel golfo che porta il suo stesso nome. Confina a est con la Repubblica Dominicana; è bagnata a nord dall’oceano Atlantico e nella parte meridionale da quello dei Caraibi. Assume una forma a bicorno, con le due lunghe propaggini terriere che si estendono parallele. Internamente mostra alcuni rilievi, che sfiorano i 2.700 metri con il monte de La Selle. La superficie totale è di 27.700 chilometri quadrati. Ottenne l’indipendenza definitiva nei primissimi anni dell’Ottocento, dopo la lunga colonizzazione europea. Si presenta come una repubblica presidenziale, con il presidente che ha ampi poteri e un livello di democratizzazione decisamente basso. La capitale è Port-au-Prince e conta una popolazione totale di circa 9.000.000 di abitanti. Il colore della pelle dei residenti, in maggioranza nera, tradisce le vicende storiche legate al triste mercato degli schiavi neri. Un ultimo e importante aspetto riguarda la religione. Direttamente dalle antiche dominazioni europee, ha conservato il culto del Cattolicesimo; del resto continuamente rievocato nelle feste a scopo religioso che animano il paese in ogni periodo dell’anno. Di origine pre-moderna è invece l’impronta animista del ritualismo vudù. Anch’esso è stato più volte rievocato nelle pellicole cinematografiche, con spilloni e pupazzi ad auspicare spiacevoli eventi. |
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